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Direttore di redazione:

Alessandro Boso

 
 

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REGIONE PIEMONTE LEGGE REGIONALE 21 MARZO 1984, N. 18

 

Legge generale in materia di opere e lavori pubblici.

(Pubblicata nel B.U.R. Piemonte 28 marzo 1984, n. 13)

[Ultima modifica L.R. 2 febbraio 2000, n. 12]


     
  • TITOLO I - DISPOSIZIONI GENERALI

  • Art. 1. (Obiettivi)

    • 1. Con la presente legge la Regione disciplina e coordina la programmazione delle iniziative in materia di opere e lavori pubblici e di interesse pubblico, ai fini di un equilibrato sviluppo del territorio e detta norme intese a razionalizzare e a snellire le procedure e le modalit� di intervento nel settore.

  • Art. 2. (Ambito di intervento)

    • 1. Le norme della presente legge si applicano alle opere e ai lavori pubblici e di interesse pubblico che si realizzano sul territorio regionale, con o senza intervento finanziario della Regione, ad esclusione degli interventi di competenza dello Stato.

    • 2. La Regione pu� promuovere tutti gli interventi necessari all'acquisizione, alla realizzazione e all'efficienza funzionale delle opere, in coerenza con gli obiettivi del Piano regionale di sviluppo e del Programma pluriennale di attivit� e di spesa, di cui alla legge regionale 19 agosto 1977, n. 43, ed in conformit� alle disposizioni della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 e successive modificazioni ed integrazioni.

  • Art. 3. (Soggetti attuatori)

    • 1. I soggetti attuatori degli interventi di cui alla presente legge, sono:

    • - la Regione, nei limiti previsti dall'articolo 9;

    • - gli Enti locali territoriali;

    • - gli Enti pubblici operanti nel territorio regionale, ivi compresi i Consorzi pubblici e le Comunit� Montane;

    • - le Societ� pubbliche e a partecipazione pubblica istituzionalmente preposte alla realizzazione di opere e lavori pubblici e di interesse pubblico.

    • 2. I programmi degli interventi di competenza regionale sono coordinati, anche mediante apposite convenzioni, con quelli di competenza dello Stato e degli Enti Locali territoriali, ai sensi dell'articolo 11 del D. P. R. 24 luglio 1977, n. 616.


     
  • TITOLO II � PROGRAMMAZIONE

  • (Titolo abrogato dall'art. 27 della l. r. 43/1994)

  • Art. 4 (Procedure di programmazione) (Articolo abrogato dall'art. 27 della l. r. 43/1994)

  • Art. 5 (Piano pluriennale delle opere e dei lavori pubblici) (Articolo abrogato dall'art. 27 della l. r. 43/1994)

  • Art. 6 (Programmi di intervento annuali e pluriennali) (Articolo abrogato dall'art. 27 della l. r. 43/1994)

  • Art. 7 (Criteri per la formazione del Piano pluriennale delle opere e dei lavori pubblici e dei Programmi di intervento annuali e pluriennali) (Articolo abrogato dall'art. 27 della l. r. 43/1994)

  • Art. 8. (Attivit� di promozione per la predisposizione dei Piani e dei Programmi d'intervento) (Articolo abrogato dall'art. 27 della l. r. 43/1994)
     

  • TITOLO III - OPERATIVIT�

  • Art. 9. (Modalit� di intervento)

    • 1. Gli interventi di cui alla presente legge possono essere realizzati direttamente dalla Regione o dai soggetti di cui al precedente articolo 3.

    • 2. La Regione pu� intervenire direttamente per le opere di interesse interregionale e regionale, rilevanti ai fini dell'attuazione degli obiettivi del Piano Regionale di Sviluppo.

    • 3. La Regione, su richiesta specifica dei Comuni, pu� anche intervenire direttamente nei casi di somma urgenza o di pronto intervento.

    • 4. In tali casi la Regione provvede avvalendosi preferenzialmente delle proprie strutture ovvero degli Enti strumentali regionali.

    • 5. La Regione, per l'attuazione degli interventi, pu� fornire ai soggetti di cui al precedente articolo 3 i concorsi finanziari ed organizzativi di cui ai successivi articoli.

  • Art. 10. (Interventi finanziari)

    • 1. La Regione concede contributi in capitale, contributi costanti in annualit� e presta garanzie fidejussorie, fino al 100% dei costi di realizzazione delle opere.

    • 2. Nel Piano pluriennale di intervento e nei Programmi annuali, di cui ai precedenti articoli 5 e 6, sono determinati la misura ed il tipo di concorso, nonch� le modalit� e le condizioni di ammissione e di erogazione delle agevolazioni regionali.

  • Art. 11. (Contributi in capitale)

    • 1. I contributi in conto capitale possono essere erogati, fino alla costituzione di un fondo di rotazione da istituirsi con apposita legge nella misura del 30% del contributo concesso alla stipula del contratto dei lavori da parte degli Enti o equivalente dichiarazione nel caso di esecuzione in amministrazione diretta un 30% del contributo previa presentazione dello stato di avanzamento emesso al raggiungimento del 30% dei lavori in contratto un ulteriore 30% a presentazione dello stato finale, il 10% od il minor importo necessario a presentazione del certificato di collaudo o del certificato di regolare esecuzione, nonch� del quadro economico di tutte le spese sostenute per la realizzazione dell'opera.

    • 2. L'erogazione del contributo in conto capitale pu� essere disposta in una unica soluzione nei casi di acquisizione di immobili e di opere infrastrutturali, con l'obbligo della presentazione di idonea documentazione che attesti l'acquisita disponibilit� dei beni stessi.

  • Art. 12. (Fidejussoni e contributi in annualit�)

    • 1. La Regione incentiva la realizzazione delle opere inserite nei programmi operativi comunali e da finanziarsi attraverso l'accensione di mutuo, con:

    • a) prestazioni di garanzie fidejussorie ai soggetti di cui al precedente articolo 3, beneficiari e non del contributo regionale, carenti di cespiti delegabili o di altra idonea garanzia;

    • b) contributi in annualit� fino alla misura e alla durata occorrenti al totale ammortamento del mutuo, fatti salvi, per il settore edilizio, i limiti posti dalla normativa statale.

    • 2. La Regione concede altresi' contributi in annualit� e presta garanzie fidejussorie a Societ� di intervento o Consorzi appositamente costituiti per la realizzazione di opere e lavori pubblici e di interesse pubblico.

    • 3. La Regione concede agli Enti di cui all'art. 3 anche contributi annui per contratti di locazione finanziaria (leasing), appositamente stipulati per la realizzazione di opere previste nei piani e nei programmi di cui agli articoli 5 e 6 e nei limiti fissati dall'art. 10.

  • Art. 13. (Contributi suppletivi)

    • 1. La Regione pu� concedere contributi suppletivi per aggiudicazione dei lavori con aumento sul prezzo di appalto, lavori imprevisti, danni di forza maggiore, tacitazione di riserve, revisione dei prezzi contrattuali.

    • 2. La Giunta Regionale prevede annualmente, nell'ambito degli appositi stanziamenti di bilancio, gli importi necessari per tali maggiori oneri.

    • 3. Sull'ammissibilit� a contributo delle maggiori spese decide la Giunta Regionale. Per importi superiori a 100 milioni ovvero al 50% del costo progettuale dell'opera � obbligatorio il parere del Comitato Regionale per le Opere Pubbliche.

    • 4. In caso di mancato rispetto degli adempimenti amministrativi e dei termini contrattuali, determinati da comportamenti od omissioni da parte dei soggetti attuatori, i conseguenti maggiori oneri di qualsiasi natura restano a carico dei soggetti stessi.

  • Art. 14. (Concorso organizzativo)

    • 1. La Regione pu� fornire la consulenza ed anche l'assistenza tecnico-amministrativa in tutte le fasi di realizzazione delle opere e dei lavori di competenza dei soggetti di cui al precedente articolo 3, anche in coordinamento, mediante apposite convenzioni, con le Province.

    • 2. La Regione agevola inoltre, mediante la concessione di contributi:

    • a) la costituzione o il potenziamento di uffici tecnici intercomunali, anche in accordo con quanto disposto dall'articolo 75 della legge regionale 5 dicembre 1977, n. 56 e successive modifiche ed integrazioni;

    • b) il convenzionamento dei Comuni singoli od associati e delle Comunit� Montane con la Provincia per l'affidamento alla stessa della progettazione e dell'esecuzione di opere pubbliche di interesse comunale o comunitario, ai sensi del 1. comma dell'art. 11 del D. L. 28 febbraio 1983, n. 55 convertito in legge 26 aprile 1983, n. 131.

  • Art. 15. (Ammissione ai contributi)

    • 1. Ai sensi dell'articolo 37 bis della legge regionale 56/77 e successive modificazioni, � vincolante, per la concessione del contributo, la presentazione da parte del Comune interessato del Programma Operativo delle opere e degli interventi pubblici nel quale � incluso l'intervento per cui si richiede il finanziamento, con riferimento al Piano pluriennale di cui all'articolo 5.

    • 2. Per gli altri soggetti di cui all'articolo 3, l'ammissione a contributo avverr� in conformit� a leggi e piani di settore secondo le modalit� previste nel regolamento di cui al successivo articolo 32.

    • 3. Il Programma Operativo e i suoi aggiornamenti costituiscono a tutti gli effetti domanda di contributo e devono pervenire alla Regione entro e non oltre il 31 luglio di ogi anno.

    • 4. L'approvazione dei Programmi di intervento annuali e pluriennali costituisce titolo per l'ammissione ai contributi di cui all'articolo 10 per le opere e gli interventi in essi previsti.

  • Art. 16. (Adempimenti dei soggetti beneficiari)

    • 1. I soggetti ammessi a contributo devono rispettare, per l'espletamento di tutti gli adempimenti di loro competenza, i termini loro assegnati nei provvedimenti regionali di ammissione e di concessione di contributo.

    • 2. Qualora i soggetti beneficiari di contributo regionale non provvedano entro i termini previsti per i singoli adempimenti, la Giunta Regionale li diffida ad adempiere assegnando ad essi un ulteriore termine non superiore a 60 giorni.

    • 3. Scaduto tale termine il contributo � revocato.

  • Art. 17. (Procedure per l'aggiudicazione dei lavori)

    • 1. Per le procedure di aggiudicazione delle opere e dei lavori pubblici si applicano le norme stabilite dalle leggi vigenti.

    • 2. La licitazione privata, ai sensi della legge 2 febbraio 1973, n. 14, e successive modificazioni ed integrazioni, costituisce il metodo normale di aggiudicazione degli appalti.

    • 3. Gli appalti di opere e lavori pubblici di importo superiore a 1 miliardo di lire, ovvero con tempo utile di realizzazione progettuale superiore a 300 giorni, sono aggiudicati in base ai criteri previsti dall'art. 24 della legge 8 agosto 1977, n. 584 e successive modificazioni ed integrazioni.

    • 4. I lavori, assistiti da intervento finanziario regionale da realizzarsi dai soggetti indicati nell'art. 3 e la cui esecuzione riveste, comunque, carattere di urgenza, possono essere affidati a trattativa privata.

    • 5. Il carattere di urgenza � decretato dal Presidente della Giunta Regionale, su richiesta degli Enti interessati, previo parere del responsabile del Servizio Opere Pubbliche e Difesa del Suolo competente per territorio o del responsabile del Servizio Tecnico a tutela della pubblica incolumit�. In questo caso i lavori devono iniziare entro e non oltre 60 giorni dalla data di dichiarazione di urgenza. In caso contrario la dichiarazione di urgenza decade e la relativa procedura diviene non applicabile.

    • 6. Gli interventi di pronto soccorso necessari a seguito di calamit� naturali sono disciplinati dalla legge regionale 29 giugno 1978, n. 38.

    • 7. Possono, altresi', essere affidati con le procedure della trattativa privata i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria di cui ai programmi annuali di intervento d'importo a base d'asta non maggiore di 100 milioni.

    • 8. Il ricorso alla trattativa privata da parte dei soggetti di cui all'art. 3, pu� avvenire anche per l'affidamento dei lavori per indagini preliminari sulle opere oggetto della presente legge.

  • Art. 18. (Pareri e approvazione progetti)

    • 1. I progetti delle opere di competenza dei soggetti di cui all'articolo 3 non sono sottoposti ad alcun parere tecnico n� ad approvazione da parte degli organi dell'amministrazione regionale e sono approvati dai soggetti medesimi, salvo quanto disposto nei commi successivi.

    • 2. Sono sottoposti al parere del Comitato regionale per le opere pubbliche o delle strutture tecniche decentrate della Direzione opere pubbliche competenti per territorio i progetti di opere e lavori di competenza regionale qualora ci� sia richiesto nei relativi programmi, quelli di particolare interesse regionale, nonch� i progetti di acquedotti, fognature e impianti di depurazione delle acque reflue urbane, fino alla costituzione della autorit� d'ambito. Per progetti di opere e lavori di particolare interesse regionale si intendono quelli individuati come tali in programmi di interventi predisposti dalla Regione.

    • 3. I progetti di sistemazione forestale sono sottoposti al parere del Servizio della forestazione ed economia montana competente per territorio.

    • 4. I piani ed i programmi di cui agli articoli 5 e 6 individuano i progetti rilevanti o per interesse regionale o per particolari caratteristiche tecniche o per incidenza sull'ambiente naturale, la cui approvazione da parte degli organi competenti � subordinata al parere del Comitato Regionale per le Opere Pubbliche.

    • 5. Non occorre parere sui progetti stralciati da progetti esecutivi generali sui quali si � gi� espresso favorevolmente il Comitato Regionale per le Opere Pubbliche, purch� l'Ente interessato con apposita deliberazione garantisca il rispetto dei requisiti tecnici dell'opera.

    • 6. I soggetti di cui al precedente articolo 3 hanno facolt� di richiedere che il Comitato Regionale per le Opere Pubbliche si pronunci sui progetti di opere di loro pertinenza.

    • 7. Il parere viene reso nei termini di cui al successivo art. 25 e non ha carattere vincolante.

    • 8. L'atto amministrativo di approvazione dei progetti o di concessione del contributo per la realizzazione di opere e lavori pubblici in zone soggette a vincolo idrogeologico costituisce anche autorizzazione ai sensi della L. R. 12 agosto 1981, n. 27. Le opere e lavori pubblici di cui all'art. 2 della L. R. 19 novembre 1975, n. 54, comunque finanziati, non sono soggetti alle procedure previste dalla L. R. 12 agosto 1981, n. 27.

  • Art. 19. (Programma dei lavori e revisione prezzi)

    • 1. Il programma di cui all'articolo 1 della legge 10 dicembre 1981, n. 741, deve essere predisposto per le opere e lavori pubblici di importo a base d'asta superiore a 500 milioni di lire ovvero per quelli con tempo utile di realizzazione progettuale superiore a 300 giorni.

    • 2. La norma di cui al precedente comma si applica per le opere ed i lavori pubblici da aggiudicarsi, affidarsi o concedersi dopo l'entrata in vigore della presente legge.

    • 3. Al fine di evitare quanto piu' possibile il ricorso a finanziamenti suppletivi, i progetti devono comprendere, tra le somme a disposizione dell'Amministrazione, una quota per revisione prezzi da determinarsi sulla base della durata progettuale dei lavori e del prevedibile andamento dei costi considerati.

    • 4. Per richiedere la revisione prezzi su opere e lavori pubblici, assistiti da contributi regionali, � necessaria la predisposizione congiuntamente al progetto, del programma che definisce lo sviluppo esecutivo dei lavori e determina il riferimento per i computi revisionali.

  • Art. 20. (Pubblica utilit�)

    • 1. L'approvazione dei progetti per l'esecuzione di opere e lavori pubblici e di interesse pubblico della Regione o degli Enti territoriali equivale a dichiarazione di pubblica utilit�, indifferibilit� ed urgenza delle opere stesse.

    • 2. Gli effetti della dichiarazione di pubblica utilit� e di urgenza ed indifferibilit� cessano se le opere non hanno avuto inizio entro tre anni dall'approvazione del progetto, ai sensi della legge 3 gennaio 1978, n. 1.

  • Art. 21. (Collaudi)

    • 1. Per tutte le opere di competenza dei soggetti di cui all'articolo 3 della presente legge, realizzate con il concorso della Regione e per le quali � previsto l'atto di collaudo, la nomina del collaudatore � disposta dagli Enti medesimi che provvedono altresi' all'approvazione degli atti di collaudo.

    • 2. Per i lavori non eccedenti l'importo di L. 500 milioni, IVA esclusa, ivi compresi quelli eseguiti direttamente dalla Regione, si pu� prescindere dal formale atto di collaudo, sostituendolo con il certificato del direttore dei lavori che ne attesta la regolare esecuzione. La stazione appaltante pu� comunque, anche su richiesta dell'Impresa che esegue i lavori, disporre per il formale atto di collaudo per i lavori non eccedenti i 500 milioni.

    • 3. L'atto di collaudo �, comunque, obbligatorio ove vengano avanzate riserve da parte dell'appaltatore.

  • Art. 22. (Albo collaudatori)

    • 1. � istituito uno speciale Albo dei collaudatori le cui modalit� di formazione e di tenuta sono stabilite da apposito regolamento approvato dal Consiglio Regionale.

    • 2. All'Albo possono essere iscritti, a richiesta:

    • a) i liberi professionisti, in possesso dei requisiti previsti dai rispettivi ordinamenti professionali;

    • b) i dipendenti dello Stato, dalla Regione e da Enti pubblici, in possesso dell'abilitazione all'esercizio della professione, in ruolo da almeno cinque anni, anche sulla base di quanto previsto dai rispettivi regolamenti del personale.

    • 3. Per i collaudi delle opere in conglomerato cementizio armato, normale e precompresso ed a struttura metallica sono fatti salvi i disposti della legge 5 novembre 1971, n. 1086.


     
  • TITOLO IV - ORGANI CONSULTIVI

  • Art. 23. (Comitato Regionale per le Opere Pubbliche)

    • 1. � istituito il Comitato Regionale per le Opere Pubbliche con funzioni consultive e di coordinamento tecnico in materia di opere e lavori pubblici e di interesse pubblico.

    • 2. Il Comitato opera presso gli Uffici centrali della Regione e resta in carica per la durata della legislatura regionale.

    • 3. Per lo svolgimento delle funzioni di competenza, il Comitato si avvale delle strutture tecniche regionali, centrali e periferiche.

  • Art. 24. (Sezioni del Comitato)

    • 1. Il Comitato � articolato in sezioni per settori tipologici di opere e svolge le funzioni consultive previste dalle specifiche leggi regionali di settore, nonch� quelle degli altri organi consultivi previsti dalla legislazione statale.

    • 2. Le competenze di ciascuna sezione, le modalit� di organizzazione funzionale delle stesse nonch� del Comitato in seduta plenaria, sono definite dal regolamento di attuazione della presente legge.

  • Art. 25 (Compiti e pareri del Comitato)

    • 1. Il Comitato regionale per le opere pubbliche nell'ambito delle sue funzioni consultive, esprime parere sui progetti di opere e lavori pubblici di cui all'articolo 18, secondo comma, di importo complessivo superiore a lire 1.000.000.000, salve le modifiche che possono essere disposte dal regolamento di attuazione, e su quelli per i quali i soggetti attuatori hanno richiesto il parere ai sensi dell'articolo 18, sesto comma.

    • 2. Il Comitato regionale per le opere pubbliche si esprime inoltre:

    • a) sulle proposte di risoluzione o rescissione di contratti per opere finanziate dalla Regione e a seguito di vertenze sorte con le imprese in corso d'opera o in sede di collaudo per maggiori compensi o per l'esonero da penalit� contrattuali;

    • b) su ogni altra questione in materia di opere e lavori pubblici richiesta da atti normativi, dagli organi regionali o dai soggetti attuatori di cui all'articolo 3.

    • 3. I pareri del Comitato regionale per le opere pubbliche devono essere forniti entro 60 giorni a decorrere dal ricevimento della documentazione completa.

  • Art. 26. (Presidenza e organizzazione del Comitato)

    • 1. Il Comitato Regionale per le Opere Pubbliche, costituito con deliberazione del Consiglio Regionale, � presieduto dal Presidente della Giunta Regionale o da un Assessore delegato.

    • 2. Le sezioni nelle quali si articola il Comitato Regionale sono presiedute dagli Assessori delegati dal Presidente della Giunta Regionale.

    • 3. Ai lavori delle sezioni del Comitato possono partecipare tutti gli Assessori regionali interessati alle materie in discussione, con diritto di voto.

    • 4. � istituito presso la Giunta Regionale il servizio di segreteria del Comitato Regionale per le Opere Pubbliche, al fine di assicurare l'organizzazione funzionale e lo svolgimento delle competenze del Comitato stesso.

    • 5. L'organico di tale servizio sar� definito con legge.

  • Art. 27. (Composizione delle sezioni del Comitato)

    • 1. Ogni sezione del Comitato Regionale per le Opere Pubbliche � composta dai seguenti membri effettivi con diritto di voto:

    • a) 5 esperti di particolare competenza, nominati dal Consiglio Regionale con voto limitato a tre nominativi;

    • b) 4 esperti in rappresentanza dei Comuni, delle Amministrazioni provinciali e delle Comunit� Montane di cui 2 designati dalla sezione regionale dell'ANCI, 1 designato dalla sezione regionale dell'UPI e 1 dalla delegazione regionale dell'UNCEM;

    • c) un rappresentante dell'Unione dell'edilizia del Piemonte e della Valle d'Aosta;

    • d) 6 funzionari dell'Amministrazione Regionale, designati dalla Giunta, di cui almeno uno esperto in discipline giuridico-amministrative.

    • 2. Le funzioni di segretario sono espletate da un funzionario appartenente all'assessorato cui � affidata la presidenza della sezione del Comitato.

  • Art. 28. (Funzionamento del Comitato e delle sezioni)

    • 1. Sono invitati a partecipare alle sedute, di volta in volta, quali membri aggiunti per le sole materie di competenza e senza diritto al voto, un funzionario del Servizio Opere Pubbliche e Difesa del Suolo competente per territorio, ove questi non faccia parte della sezione quale membro effettivo, i funzionari di Enti pubblici ed altri esperti di settori interessati. Qualora ne facciano richiesta al momento della trasmissione degli atti, sono invitati senza diritto di voto, i rappresentanti degli Enti pubblici e delle Amministrazioni pubbliche interessate agli oggetti posti all'ordine del giorno.

    • 2. Possono partecipare, senza diritto di voto, i Consiglieri regionali.

    • 3. I Presidenti del Comitato e delle sezioni nominano i relatori fra i membri effettivi.

    • 4. Per la validit� delle adunanze � richiesta la presenza della maggioranza assoluta dei membri effettivi ed i pareri sono validi quando siano adottati con il voto favorevole della maggioranza dei presenti. In caso di parit� prevale il voto del Presidente.

  • Art. 29. (Seduta plenaria e relazione sull'attivit� del Comitato)

    • 1. Il Comitato � convocato in seduta plenaria dal Presidente della Giunta Regionale o dall'Assessore delegato per questioni di rilevante interesse generale o su richiesta di una delle sezioni, di un Assessore regionale o del Presidente del Consiglio Regionale.

    • 2. Il Presidente del Comitato presenta annualmente al Consiglio Regionale una relazione sull'attivit� svolta dalle sezioni del Comitato stesso.

  • Art. 30 (Compensi dei membri del Comitato)

    • 1. Ai componenti del Comitato, che non siano amministratori o dipendenti regionali, sono riconosciuti per ogni giornata di seduta di Comitato i compensi di cui alla legge 26 luglio 1978, n. 417 e alle leggi regionali vigenti, con i limiti e le modalit� ivi previste.

    • 2. Ai relatori individuati ai sensi dell'articolo 28, terzo comma, che non siano amministratori o dipendenti regionali, per la istruttoria e la redazione delle relazioni loro assegnate spetta un'indennit� rapportata all'entit� e difficolt� dell'affare trattato, da valutare sulla base della tariffa oraria per vacazione dei professionisti, in ragione di non piu' di venti ore per ogni relazione nonch� il rimborso delle spese di cui all'articolo 6 della legge 2 marzo 1949, n. 143 "Approvazione della tariffa professionale degli ingegneri ed architetti".

    • 3. L'indennit� di cui al comma 2 � corrisposta, agli aventi diritto, fino all'entrata in vigore della legge di adeguamento del gettone di presenza di cui alla legge regionale 2 luglio 1976, n. 33 "Compensi ai componenti di Commissioni, Consigli, Comitati e Collegi operanti presso l'Amministrazione Regionale", e comunque per gli incarichi assegnati sino al 31 dicembre 1998.

    • 4. Le spese per il funzionamento del Comitato sono inoltrate trimestralmente dagli interessati alla segreteria del Comitato Regionale per le Opere Pubbliche stesso e vistate dal Presidente per la successiva liquidazione a norma di legge.

  • Art. 31. (Banca dati)

    • 1. Tutti i soggetti attuatori di cui all'art. 3 della presente legge devono entro il 31 dicembre di ogni anno e per ogni contratto di appalto per il quale sia stato approvato il certificato di collaudo o il certificato di regolare ultimazione dei lavori inviare alla Presidenza della Regione Piemonte, una scheda, predisposta dalla Regione, contenente i seguenti dati:

    • a) indicazione delle Ditte aggiudicatarie;

    • b) modalit� di appalto prescelta;

    • c) nome del progettista, nome del direttore dei lavori, nome del collaudatore;

    • d) prezzo iniziale dell'appalto, costo finale dell'opera;

    • e) numero e importo delle perizie suppletive, con relativa stipulazione di nuovi prezzi;

    • f) importo della revisione prezzi;

    • g) importo delle riserve iscritte in contabilit�;

    • h) interessi pagati e/o richiesti per ritardi nei pagamenti delle rate di acconto e revisionali;

    • i) tempo previsto per l'esecuzione- tempo effettivamente impiegato;

    • l) nome delle Ditte subappaltatrici e importi di lavoro da loro eseguito;

    • m) per le opere assistite da contributo regionale il numero della legge che consente il finanziamento dell'opera.

    • 2. Per contratti d'appalto stipulati dalla Regione, la scheda verr� compilata dai servizi competenti e trasmessa, entro il 31 dicembre di ogni anno, alla Presidenza della Regione.

    • 3. I dati verranno pubblicati sul B. U. R. entro il 30 giugno dell'anno successivo.


     
  • TITOLO V - DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI

  • Art. 32. (Regolamento di attuazione)

    • 1. Entro sessanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge, la Giunta Regionale presenta la proposta del Regolamento di attuazione al Consiglio Regionale che lo approva entro i successivi novanta giorni, previa consultazione con gli Enti e organismi interessati.

  • Art. 33. (Entrata in vigore della presente legge e abrogazione di norme preesistenti)

    • 1. La presente legge si applica a tutte le opere pubbliche e lavori pubblici e di interesse pubblico, ivi compresi quelli per i quali non sia ancora intervenuta l'approvazione dei progetti da parte degli organi regionali gi� preposti, a decorrere dalla data di entrata in vigore del Regolamento di attuazione di cui all'art. 32. Sino a tale data continuano ad applicarsi le norme di finanziamento, di programmazione, procedurali e di disciplina degli organi consultivi previsti dalle leggi regionali vigenti.

    • 2. Fatto salvo il disposto del 1� comma, sono abrogate le norme di finanziamento, programmazione, procedurali e di istituzioni di organi consultivi, limitatamente alle competenze ai medesimi attribuite in materia di opere e lavori pubblici e di interesse pubblico, previste dalle leggi regionali:

    • - 15 gennaio 1973, n. 3 e successive modificazioni

    • - 9 aprile 1975, n. 21

    • - 29 aprile 1975, n. 23 e successive modificazioni

    • - 16 maggio 1975, n. 28 e successive modificazioni

    • - 4 giugno 1975, n. 46

    • - 4 giugno 1975, n. 47

    • - 19 novembre 1975, n. 54

    • - 11 ottobre 1976, n. 50

    • - 12 giugno 1978, n. 31

    • - 29 giugno 1978, n. 38 e successive modificazioni

    • - 12 ottobre 1978, n. 63 e successive modificazioni

    • - 19 dicembre 1978, n. 78

    • - 1 marzo 1979, n. 10

    • - 31 agosto 1979, n. 56

    • - 25 febbraio 1980, n. 9 e successive modificazioni

    • - 6 marzo 1980, n. 11

    • - 22 maggio 1980, n. 56

    • - 30 maggio 1980, n. 71

    • - 19 febbraio 1982, n. 6

    • e da ogni altra legge regionale nelle materie di cui all'art. 2 del D. P. R. 15 gennaio 1972, n. 8, in contrasto con la presente legge.

  • Art. 34 (Disposizioni finanziarie)

    • 1. Per l'attuazione della presente legge vengono istituiti appositi capitoli la cui dotazione viene determinata con la legge di approvazione del bilancio annuale.

    • 2. Per l'anno finanziario 1986 vengono utilizzati i capitoli sotto elencati, gi� istituiti nello stato di previsione della spesa: 1000 - 3560 - 5010 - 5025 - 5285 - 5300 - 5680 - 5685 5760 - 6020 - 6115 - 6245 - 7260 - 7560 - 7633 - 7760 - 7770 - 7780 - 8437 - 8610 - 8620 - 8900 - 8905 - 8960 - 8965 - 9100 - 9291 - 9300 - 9301 - 10110 - 11150 - 11730 - 11765 - 11785 - 11790 - 11970.

    • 3. Per il pagamento dell'indennit� di cui all'articolo 30, comma 2, � autorizzata la spesa per l'anno finanziario 1997 di lire 60 milioni e viene istituito apposito capitolo denominato: 'Pagamento ai componenti che ne hanno diritto degli onorari a vacazione nonch� rimborso delle spese di cui agli articoli 2, lettera c) e 6 della legge 143/1949 (legge regionale 18/1984, articolo 30, secondo comma)'. Alla copertura finanziaria si provvede mediante riduzione di pari ammontare del capitolo n. 15910 del bilancio di previsione per l'anno finanziario 1997.