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Direttore di redazione:

Alessandro Boso

 
 

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REGIONE PUGLIA L.R. N. 13 DEL 11 MAGGIO 2001

 

Norme regionali in materia di opere e lavori pubblici.

(Pubblicata nel B.U.R. Puglia del 15 maggio 2001, n. 70)

[Ultima modifica LR 25 ottobre 2004, n. 16 � nel BUR Puglia n. 130 del 29/10/2004]

  • Art. 1 (Ambito oggettivo di applicazione)

    • 1. La presente legge disciplina la materia delle opere e dei lavori pubblici di interesse regionale. Ai fini della presente legge per lavori pubblici di interesse regionale si intendono tutti quelli che si realizzano nel territorio della Regione Puglia, con o senza l�intervento finanziario della Regione, o che siano proposti al finanziamento statale e/o comunitario da piani regionali, con esclusione dei lavori pubblici, comunque realizzati, attinenti allo svolgimento di compiti e funzioni mantenuti allo Stato, ai sensi della legge 15 marzo 1997, n. 59 e del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

  • Art. 2 (Funzioni regionali)

    • 1. La Regione esercita, in materia di opere e lavori pubblici, le funzioni relative a:

    • a) programmazione, monitoraggio e controllo, ivi compresa la valutazione tecnico-amministrativa e l�attivit� consultiva, relativamente ai lavori pubblici di interesse regionale cos� definiti dall�articolo 1;

    • b) progettazione, affidamento ed esecuzione di lavori pubblici di competenza regionale nonch� di lavori pubblici di competenza degli enti locali, su richiesta dei medesimi.

  • Art. 3 (Ambito soggettivo di applicazione)

    • 1. Le norme della presente legge si applicano ai soggetti di seguito elencati:

    • a) Comuni, Province e Comunit� montane della Regione;

    • b) Aziende unit� sanitarie locali operanti nel territorio regionale e Aziende ospedaliere;

    • c) Consorzi tra soggetti di cui alle lettere a) e b) ovvero i Consorzi degli enti di cui alla lettera a) con gli enti locali delle Regioni confinanti o con altri soggetti, anche privati;

    • d) concessionari di lavori pubblici;

    • e) organismi dotati di personalit� giuridica, istituiti per soddisfare specifiche finalit� di interesse generale non avente carattere industriale e commerciale, la cui attivit� � finanziata in modo maggioritario dallo Stato, dalla Regione, dagli enti locali, da altri enti pubblici o organismi di diritto pubblico, o la cui gestione � sottoposta al loro controllo o i cui organi di amministrazione, di direzione o di vigilanza sono costituiti da componenti designati dai medesimi soggetti pubblici. Fra i predetti organismi, in modo non esaustivo, sono compresi:

    • 1. Autorit� portuali;

    • 2. aziende speciali, istituzioni e societ� di cui all�articolo 114 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nonch� societ� per azioni a prevalente capitale privato di cui all�articolo 12 della legge 23 dicembre 1992, n. 498;

    • 3. Consorzi per opere idrauliche;

    • 4. Istituzioni pubbliche di assistenza e di beneficenza;

    • 5. Consorzi di bonifica;

    • 6. Enti di sviluppo o di irrigazione;

    • 7. Consorzi per le aree industriali;

    • f) soggetti privati relativamente ai lavori destinati a soddisfare un interesse generale per la cui realizzazione sia prevista una sovvenzione o un contributo in conto capitale o in conto interessi delle Amministrazioni committenti, che complessivamente superi il 50 per cento dell�importo complessivo, e comunque gli appalti per i quali l�Amministrazione committente eroghi una sovvenzione o un contributo superiore al controvalore in euro di 5 milioni di DSP;

    • f bis) soggetti di cui all�art. 2 della legge regionale 4 febbraio 1994, n. 4 e per gli interventi di cui all�articolo 1 della medesima legge.

  • Art. 4 (Programma triennale)

    • 1. La Giunta regionale adotta annualmente un programma previsionale triennale per i diversi settori delle opere pubbliche, con l�indicazione dei soggetti attuatori, sulla base di studi di fattibilit� e di identificazione e quantificazione dei bisogni, in conformit� agli obiettivi assunti come prioritari.

    • 2. Nel programma � data priorit� alla manutenzione e al recupero del patrimonio pubblico, nonch� al completamento di lavori gi� iniziati.

  • Art. 5 (Programma annuale)

    • 1. Per l�attuazione del piano previsionale triennale di cui all�articolo 4 la Giunta regionale, entro novanta giorni dalla data di approvazione del bilancio di previsione, adotta il programma annuale di finanziamento con riferimento alle risorse finanziarie disponibili, comprendente le opere da realizzare, i soggetti attuatori, i costi e i tempi di realizzazione.

    • 2. Possono essere inseriti nel piano annuale solo gli interventi dotati di progettazione preliminare approvata, salvo che per i lavori di manutenzione, per i quali � sufficiente l�indicazione degli interventi con la stima sommaria dei costi.

    • 3. Ciascun intervento � sempre finanziato per intero. E� tuttavia possibile il finanziamento di progetti per lotti purch�, riferendosi a un progetto generale, siano dotati di una distinta funzionalit� e prevedano la realizzazione di opere autonomamente fruibili da parte degli utenti.

    • 4. Il piano annuale comprende, altres�, sempre con riferimento al piano triennale e alle risorse appositamente previste in bilancio, il prefinanziamento della progettazione di opere regionali e la contribuzione della Regione per il prefinanziamento della progettazione di quelle di competenza degli enti di cui all�articolo 3, lettera a).

    • 5. I fondi erogati a titolo di anticipazione per la progettazione sono comunque recuperati al momento del finanziamento dell�opera e vanno ad alimentare apposito capitolo di entrata previsto in bilancio.

  • Art. 6 (Responsabile del procedimento)

    • 1. I soggetti di cui all�articolo 3 nominano, nell�ambito del proprio organico, un responsabile unico del procedimento di attuazione di ogni singolo intervento previsto dal programma triennale dei lavori pubblici, per le fasi della progettazione, dell�affidamento e dell�esecuzione.

    • 2. Per la definizione e l�esercizio delle funzioni del responsabile unico del procedimento si rinvia alle disposizioni previste dalla normativa statale vigente.

  • Art. 7 (Catasto opere pubbliche)

    • 1. La Regione provvede, direttamente e avvalendosi delle Province e dei Comuni, alla raccolta e all�elaborazione dei dati relativi alle opere pubbliche e alle infrastrutture sociali e civili esistenti nel territorio regionale, al fine di:

    • � definire criteri e parametri unitari e omogenei di gestione e manutenzione delle stesse;

    • � determinare gli indici di fabbisogno cui raccordare le indicazioni del programma di cui agli articoli 4 e 5.

  • Art. 8 (Osservatorio dei lavori pubblici)

    • 1. E� istituito, presso l�Assessorato regionale ai lavori pubblici, l�Osservatorio regionale dei lavori pubblici. L�Osservatorio opera mediante procedure informatiche in maniera coordinata con l�Osservatorio nazionale.

    • 2. La responsabilit� dell�Ufficio "Osservatorio regionale dei lavori pubblici" � affidata a un funzionario regionale appartenente alla qualifica dirigenziale, nominato dalla Giunta regionale, che si avvale delle strutture e del personale dell�Assessorato ai lavori pubblici.

    • 3. L�Osservatorio regionale dei lavori pubblici provvede:

    • a) alla raccolta ed elaborazione dei dati concernenti le forme e gli esiti degli appalti e delle concessioni, le ditte aggiudicatrici e subappaltatrici, i costi e gli scostamenti rispetto a quelli preventivati, le perizie di variante, i tempi di esecuzione, i ritardi e le relative cause, la regolarit� contributiva nei confronti dell�INPS, INAIL e Casse Edili delle Province di Puglia ed Edilcassa di Puglia;

    • b) alla formazione di archivi appositi da mettere a disposizione delle Amministrazioni interessate.

    • 4. Gli enti e i soggetti di cui all�articolo 3 sono tenuti a fornire all�Osservatorio i dati dallo stesso richiesti per la realizzazione dei suoi obiettivi entro i termini e nei modi previsti dalla normativa nazionale. La mancata osservanza di quanto innanzi comporta l�applicazione delle sanzioni amministrative previste dalla normativa nazionale.

    • 5. Fenomeni particolari di inosservanza della normativa o di applicazione distorta sono segnalati ai competenti organismi statali.

  • Art. 9 (Spese ammissibili a finanziamento)

    • 1. Le spese ammissibili a finanziamento regionale sono quelle elencate nell�articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554.

    • 2. Eventuali maggiori oneri correlati alla realizzazione delle opere sono a totale carico degli enti e soggetti appaltanti.

    • 2ter. Ai sensi dell�articolo 23 del capitolato generale d�appalto approvato con decreto del Ministro dei lavori pubblici 19 aprile 2000, n. 145, il quadro economico pu� prevedere la disponibilit� di somme da utilizzare quale premio di acceleramento, in favore dell�appaltatore, per l�ultimazione dell�opera anticipatamente al tempo contrattuale

  • Art. 10 (Interventi in gestione diretta della Regione)

    • 1. Per gli interventi di competenza diretta della Regione, come individuati dalla legge regionale 30 novembre 2000, n. 20, la Giunta regionale individua le strutture interne all�organizzazione regionale che devono provvedere alla loro realizzazione.

    • 2. Con deliberazione di Giunta regionale � approvato, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, apposito regolamento regionale con cui sono definiti i criteri e le modalit� per l�attuazione del presente articolo, con la determinazione della procedura di spesa e ogni fase di essa, con particolare riguardo all�assunzione degli impegni a carico del bilancio regionale.

  • Art. 11 (Organi consultivi)

    • 1. Il Consiglio Regionale dei lavori pubblici (CRLLPP) � organo della Regione istituito presso l�Assessorato ai lavori pubblici della Regione Puglia.

    • 2. Il CRLLPP � composto da:

    • a) l�Assessore regionale competente in materia di lavori pubblici, che lo presiede;

    • b) il dirigente coordinatore del Settore regionale competente in materia di lavori pubblici;

    • c) un numero di esperti non superiore a sette, competenti nelle materie di idraulica e opere marittime, impianti tecnologici, trasporti, ingegneria strutturale, geologia, architettura e beni culturali e architettonici, scienze agrarie e forestali;

    • d) due esperti nella legislazione dei lavori pubblici;

    • e) un esperto, da scegliersi fra cinque nominativi indicati dagli Ordini professionali provinciali degli ingegneri;

    • f) un esperto, da scegliersi fra cinque nominativi indicati dagli Ordini professionali provinciali degli architetti;

    • g) i dirigenti responsabili delle strutture tecniche provinciali del Settore lavori pubblici;

    • h) un dirigente del Settore regionale competente nelle sotto specificate materie, designato dagli Assessori competenti: territorio e urbanistica, trasporti, ambiente, sanit�, istruzione, lavoro, assistenza, bilancio, agricoltura.

    • 3. Quali componenti aggiunti, in funzione consultiva per le sole materie di competenza ed escluso, quindi, il diritto di voto, sono invitati a partecipare alle sedute del CRLLPP:

    • a) il Soprintendente regionale scolastico, o suo delegato;

    • b) i Soprintendenti per i beni ambientali e architettonici in Puglia, o loro delegati;

    • c) il Soprintendente archeologico per la Puglia, o suo delegato.

    • 4. Le attivit� ausiliarie sono svolte dall�Ufficio di segreteria affidato alla responsabilit� di un funzionario regionale appartenente alla qualifica dirigenziale, nominato dalla Giunta regionale. Esso svolge anche le funzioni di Segretario del Consiglio. In caso di assenza del Presidente, il CRLLPP � presieduto dal dirigente del Settore lavori pubblici.

    • 5. Il CRLLPP � nominato dalla Giunta regionale, su proposta dell�Assessore competente in materia di lavori pubblici.

    • 6. Il CRLLPP dura in carica per il periodo di legislatura regionale nel corso della quale risulta costituito.

    • 7. E� applicabile ai componenti esterni del CRLLPP la disciplina delle cause di esclusione e di incompatibilit� vigente per i consiglieri regionali.

    • 8. La Giunta regionale, entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, emana delibera di determinazione delle modalit� organizzative e di funzionamento del CRLLPP.

    • 9. Il CRLLPP � competente a esprimere pareri relativi a:

    • a) strumenti programmatori predisposti dai settori regionali riferiti ai lavori pubblici di competenza regionale;

    • b) progetti di competenza diretta della Regione d�importo pari o superiore al controvalore in euro di 5 milioni di DSP e relative varianti se comportanti un aumento superiore al 5 per cento dell�importo originario del contratto;

    • c) progetti di lavori pubblici relativi a opere di eccezionale rilevanza sotto il profilo tecnico nonch� alle relative varianti comportanti un aumento superiore al 5 per cento dell�importo originario del contratto, qualora ricorrano giustificati motivi e su richiesta del responsabile del procedimento;

    • d) controversie relative ai lavori pubblici, anche sussidiati, sorte con le imprese in corso d�opera ovvero in sede di collaudo per maggiori compensi o per l�esonero da penalit� contrattuali, proposte di accordo bonario ex articolo 31 bis della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e successive modificazioni nonch� proposte di risoluzione o di rescissione dei contratti;

    • e) ogni altro oggetto previsto dalle disposizioni vigenti di legge o di regolamento ovvero che l�Assessore ai lavori pubblici. ritenga opportuno sottoporre alla valutazione del CRLLPP.

    • 10. Il CRLLPP esprime, inoltre, pareri nei casi previsti da disposizioni di legge o regolamentari, ovvero su richiesta degli uffici regionali interessati. Svolge altres� funzioni di assistenza nei confronti dei settori regionali preposti alla realizzazione di lavori pubblici, al fine di assicurare uniformit� di procedure e interventi, anche mediante fissazione di appositi standard operativi.

    • 11. Sono oggetto di parere delle strutture tecniche regionali periferiche competenti nei rispettivi territori provinciali in materia di lavori pubblici:

    • a) i progetti di opere pubbliche e lavori pubblici di competenza diretta della Regione d�importo inferiore al controvalore in euro di 5 milioni di DSP e relative varianti se comportanti un aumento superiore al 5 per cento dell�importo originario del contratto;

    • b) i progetti di lavori e opere pubbliche che non rientrano nelle competenze professionali del dirigente dell�Ufficio tecnico dell�ente attuatore e relative varianti se comportanti un aumento superiore al 5 per cento dell�importo originario del contratto.

    • 12. I pareri di cui al comma 9, lettere b), c) e d) e al comma 11 sono resi entro il termine di quarantacinque giorni dalla data di ricezione della richiesta corredata della documentazione tecnica. Decorso il termine suddetto, il parere s�intende reso favorevolmente.

  • Art. 12 (Attivit� di progettazione, direzione lavori e accessorie)

    • 1. Le prestazioni relative alla progettazione, direzione dei lavori, nonch� a incarichi di natura tecnico-amministrativa di supporto al responsabile unico del procedimento e al dirigente competente per la redazione del programma triennale, per le opere pubbliche di cui alla presente legge, sono espletate dagli uffici tecnici delle stazioni appaltanti. In caso di carenza in organico di personale tecnico o di difficolt� di rispettare i tempi della programmazione dei lavori, ovvero di lavori di speciale complessit� o di rilevanza architettonica o ambientale, casi che devono essere accertati e certificati dal responsabile del procedimento, le prestazioni suddette possono essere affidate a liberi professionisti, societ� di professionisti o societ� di ingegneria, singoli o raggruppati temporaneamente secondo le modalit� riportate al comma 2 e seguenti. Qualora la prestazione riguardi la progettazione di lavori di particolare rilevanza sotto il profilo architettonico, ambientale, storico-artistico e conservativo nonch� tecnologico, le stazioni appaltanti valutano in via prioritaria l�opportunit� di applicare la procedura del concorso di progettazione o del concorso di idee.

    • 2. Gli incarichi il cui importo stimato sia pari o superiore al controvalore in euro di 100 mila DSP sono affidati secondo le disposizioni di cui alle direttive 92/50/Cee e 97/52/Cee e al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157 e successive modificazioni e integrazioni. Per la compilazione dei bandi e la definizione delle modalit� di gara, le Amministrazioni si possono avvalere degli schemi riportati nel regolamento di cui al d. p. r. 554/1999.

    • 3. Per l�affidamento di incarichi di progettazione il cui importo stimato sia compreso tra il controvalore in euro di 40 mila e 100 mila DSP, le stazioni appaltanti devono procedere a dare adeguata pubblicit�, che deve avvenire mediante la pubblicazione di apposito avviso riportante le prestazioni richieste, la categoria dei lavori con riferimento alle vigenti tariffe professionali, l�ammontare presunto dei compensi, il tempo massimo per l�espletamento dell�incarico. La pubblicazione dell�avviso deve avvenire quantomeno presso l�Albo pretorio della stazione appaltante; inoltre, l�avviso deve essere inviato agli ordini professionali e alle associazioni di categoria interessati. Il termine per la presentazione delle candidature deve essere di almeno quindici giorni dalla pubblicazione dell�avviso. Le domande dei soggetti interessati all�affidamento dell�incarico devono essere corredate di appositi curricula professionali delle persone fisiche responsabili della prestazione, nei quali devono essere evidenziati i servizi analoghi a quelli dell�avviso svolti nell�ultimo decennio. Per gli incarichi di progettazione il cui importo stimato sia inferiore al controvalore in euro di 40 mila DSP, le stazioni appaltanti possono procedere all�affidamento diretto degli stessi ai soggetti di loro fiducia indicati al comma 1. In ogni caso, l�Amministrazione effettua la scelta del soggetto cui affidare l�incarico con provvedimento motivato, rendendolo noto a tutti i concorrenti.

    • 4. Per tutte le altre disposizioni inerenti le attivit� di cui al presente articolo si rimanda alle norme e ai regolamenti statali vigenti in materia.

    • 5. A valere sull�apposito capitolo nell�obiettivo "lavori pubblici" del bilancio regionale viene destinata annualmente una quota complessiva non superiore al 10 per cento del totale degli stanziamenti stessi alle spese necessarie alla redazione dei progetti di tutti gli studi, piani e indagini necessari, nonch� all�aggiornamento di progetti gi� esistenti degli interventi per i quali perdura l�interesse pubblico alla realizzazione dell�opera.

    • 6. La Giunta regionale pu� concedere agli enti di cui all�articolo 3 contributi in conto capitale per la progettazione ai vari livelli di opere pubbliche, a titolo di anticipazione sulle somme per spese generali. La concessione dell�anticipazione non costituisce titolo per l�ente beneficiario per l�ottenimento del finanziamento dell�opera. Con il provvedimento di finanziamento vengono fissati i modi e i termini per l�affidamento delle attivit� di progettazione, nonch� i termini entro cui i progetti devono essere redatti e dotati dei pareri necessari. Il mancato rispetto di tali condizioni produce la revoca del finanziamento.

  • Art. 13 (Elenco regionale prezzi)

    • 1. Al fine di garantire un�uniforme, omogenea e congrua determinazione dei prezzi di tutti gli enti attuatori degli interventi, la Giunta regionale approva annualmente l�elenco regionale dei prezzi delle opere pubbliche.

    • 2. Tale elenco, che riguarda beni e lavori afferenti ai settori delle opere pubbliche nelle loro varie fasi e le relative attrezzature impiantistiche, deve essere utilizzato per la formazione e l�aggiornamento degli elenchi prezzi negli appalti di opere pubbliche. L�adozione di prezzi superiori deve essere adeguatamente motivata.

  • Art. 14 (Conferenza dei servizi)

    • 1. Per l�acquisizione di intese, pareri, concessioni, autorizzazioni, licenze, nulla osta e assensi comunque denominati, necessari al fine della esecuzione degli interventi di cui alla presente legge, l�Amministrazione aggiudicatrice, su proposta del responsabile unico del procedimento, convoca una Conferenza di servizi con le modalit� stabilite dalla vigente normativa, legislativa e regolamentare, statale.

    • 2. Ai fini della realizzazione di opere di competenza regionale, il dirigente regionale del Settore lavori pubblici, per le finalit� di cui al comma 1, su proposta del responsabile unico del procedimento, pu� convocare una Conferenza di servizi. Sulla base delle risultanze di tale Conferenza la conclusione con parere favorevole sul progetto sostituisce ad ogni effetto visti, pareri, autorizzazioni e concessioni di organi regionali, provinciali e comunali, fatte salve le procedure relative alla valutazione di impatto ambientale (VIA).

    • 3. Qualora il progetto costituisca variante agli strumenti urbanistici comunali o provinciali, l�approvazione del progetto costituisce adozione di variante allo strumento urbanistico; entro quindici giorni dalla data del deposito della delibera presso la Segreteria della Regione, l�ente interessato e chiunque possono presentare proprie osservazioni e/o opposizioni, anche ai sensi dell�articolo 9 della legge 7 agosto 1990, n. 241 e successive modifiche e integrazioni. La delibera con cui la Giunta regionale, tenuto conto delle osservazioni, si pronuncia definitivamente costituisce variante urbanistica.

  • Art. 15 (Dichiarazione di pubblica utilit� e di urgenza. Espropriazioni)

    • 1. Il dirigente del Settore lavori pubblici esercita le funzioni comunque attribuite alla Regione in materia di dichiarazione di pubblica utilit� delle opere e di urgenza e di indifferibilit� dei lavori, per tutte le opere di competenza regionale.

    • 2. Il dirigente del Settore lavori pubblici esercita altres� le funzioni amministrative in ordine ai procedimenti espropriativi, ivi comprese le occupazioni temporanee di urgenza, le determinazioni delle indennit�, le retrocessioni e provvede ai relativi atti preparatori e successivi, per tutte le opere di competenza regionale.

    • 3. Sono trasferite, per i lavori di rispettiva competenza, ai Comuni, alle Comunit� montane, alle Province, ai Consorzi tra Comuni o tra Comuni e Province le funzioni amministrative concernenti:

    • a) la dichiarazione di pubblica utilit� nonch� di urgenza e indifferibilit� dei lavori;

    • b) l�occupazione temporanea d�urgenza e le relative attivit� previste dagli articoli 7 e 8 della legge 25 giugno 1865, n. 2359.

    • 4. Sono altres� delegate alle Comunit� montane per i lavori localizzati nell�ambito territoriale delle Comunit� stesse e, per i restanti lavori, alle Province le funzioni amministrative previste dal comma 3, lettere a) e b), preordinate alla realizzazione di lavori o interventi di pubblica utilit� realizzati da altri enti pubblici o da soggetti privati, interessanti il territorio di pi� Comuni.

    • 5. Nel caso di opere interessanti il territorio di pi� Province o di opere pubbliche la cui esecuzione � di competenza della Regione, si applicano le norme di cui ai commi 1 e 2.

    • 6. I provvedimenti relativi ai procedimenti amministrativi previsti dal presente articolo sono adottati dai dirigenti dei rispettivi uffici competenti.

  • Art. 16 (Acquisizione delle aree)

    • 1. Le aree occorrenti per l�esecuzione delle opere di cui alla presente legge devono essere scelte nel rispetto degli strumenti urbanistici vigenti o di quelli adottati e trasmessi alla Regione per l�approvazione, nonch� dei vincoli e delle limitazioni di qualsiasi natura costituiti o comunque operanti a tutela del pubblico interesse.

    • 2. Nei casi in cui lo strumento urbanistico vigente contenga destinazioni specifiche di aree per la realizzazione di servizi pubblici, l�approvazione di progetti di opere pubbliche ai sensi della presente legge, anche se non conformi alle specifiche destinazioni di piano, non comporta necessit� di varianti allo strumento urbanistico medesimo.

    • 3. Nel caso in cui le opere ricadano su aree che negli strumenti urbanistici approvati non sono destinate a pubblici servizi, la deliberazione del Consiglio comunale di approvazione del progetto costituisce adozione di variante degli strumenti stessi.

    • 4. Entro quindici giorni dal deposito della delibera di approvazione del progetto presso la segreteria comunale, chiunque pu� presentare proprie osservazioni, anche ai sensi dell�articolo 9 della l. 241/1990 e successive modifiche e integrazioni. La delibera con cui il Consiglio comunale, tenuto conto delle osservazioni, si pronuncia definitivamente determina variante urbanistica senza necessit� di controllo regionale.

    • 5. Per le opere di edilizia scolastica e ospedaliera e per gli asili nido, la deliberazione di approvazione di cui ai commi 2 e 3 deve essere adottata previa dichiarazione di idoneit� dell�area rilasciata da una commissione costituita da:

    • a) dirigente del Comune interessato, o suo delegato, che la presiede;

    • b) dirigente dell�Assessorato regionale ai lavori pubblici, o suo delegato;

    • c) dirigente dell�Assessorato provinciale interessato, limitatamente alle opere di edilizia scolastica di competenza provinciale;

    • d) coordinatore medico della AUSL competente per territorio, o suo delegato.

    • I deliberati della Commissione sono validi e sono subordinati ai risultati positivi derivanti dalla relazione geologica.

  • Art. 17 (Realizzazione delle opere)

    • 1. All�affidamento ed esecuzione delle opere e dei lavori pubblici di cui alla presente legge si provvede con le modalit� previste dalle norme statali, di legge e di regolamento, vigenti in materia.

    • 2. L�affidamento dei lavori e di ogni opera di importi non superiori a euro 150 mila, la cui esecuzione offre possibilit� di impiego da parte di imprese artigiane, deve avvenire mediante gara da esperirsi fra ditte artigiane iscritte all�Albo delle imprese artigiane di cui alla legge 8 agosto 1985, n. 443 e successive integrazioni e modificazioni, per le attivit� riferite ai lavori e alle opere da appaltare.

  • Art. 17 bis

    • 1. Nell�affidamento di lavori, finanziati anche parzialmente dalla Regione, di importo inferiore a euro 5 milioni per i quali si proceda con il sistema dell�aggiudicazione al prezzo pi� basso determinato mediante offerta a prezzi unitari come disciplinato dall�articolo 90 del decreto del Presidente della Repubblica 21 dicembre 1999, n. 554 (Regolamento di attuazione della legge quadro in materia di lavori pubblici 11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni), ove il ribasso ecceda il quinto dell�importo a base di gara, le ditte concorrenti corredano la propria offerta economica con le giustificazioni sugli elementi costitutivi della stessa in relazione a ciascun prezzo unitario inferiore di oltre un quinto a quello di progetto, nonch� con la relativa analisi economica. Le giustificazioni possono riguardare esclusivamente:

    • a) le soluzioni tecniche adottate;

    • b) le documentate condizioni eccezionalmente favorevoli di cui la ditta dispone per eseguire i lavori.

    • La mancata produzione, anche parziale, delle giustificazioni e dell�analisi economica comporta l�esclusione dell�offerta anticipatamente all�applicazione del meccanismo di esclusione automatica di cui al comma 1 bis, ultima parte, dell�articolo 21 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 (Legge quadro in materia di lavori pubblici). E� obbligo della stazione appaltante procedere in contraddittorio con la ditta aggiudicataria alla verifica del merito delle giustificazioni prodotte.

    • 2. Per i lavori d�importo inferiore a euro 1 milione 250 mila non opera l�obbligo delle giustificazioni per le offerte il cui ribasso ecceda il quinto dell�importo a base d�asta.

  • Art. 17 ter

    • 1. Per l�affidamento di contratti di lavori pubblici d�importo inferiore a euro 1 milione, iva esclusa, fermo restando quanto previsto dal comma 1 dell�articolo 18, si procede mediante licitazione privata semplificata come disciplinata dai successivi commi.

    • 2. Entro il 31 dicembre di ogni anno le amministrazioni aggiudicatrici approvano e pubblicano sul Bollettino ufficiale della Regione, sul sito internet regionale e all�albo della stazione appaltante l�elenco dei lavori da affidare mediante licitazione privata semplificata. La procedura di affidamento a mezzo licitazione privata semplificata pu� essere esperita anche per lavori non inseriti nell�elenco. In tal caso il bando di gara deve prevedere un adeguato termine per consentire alle imprese di richiedere l�inserimento nell�elenco.

    • 3. Le ditte che intendono partecipare presentano domanda indicando le categorie di proprio interesse cos� come individuate dal decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34 (Regolamento recante istituzione del sistema di qualificazione per gli esecutori dei lavori pubblici, ai sensi dell�articolo 8 della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e successive modificazioni), fornendo la documentazione relativa al possesso dei requisiti di ordine generale e speciale. Le domande presentate hanno validit� per il triennio successivo.

    • 4. Le imprese possono presentare una sola domanda per ogni categoria come singole o come partecipanti ai soggetti di cui all�articolo 10, comma 1, della l. 109/1994.

    • 5. La scelta delle imprese da invitare a ciascuna licitazione privata semplificata per ogni categoria viene effettuata mediante sorteggio.

    • 6. Il sorteggio si deve svolgere secondo le seguenti modalit�:

    • a) se per la categoria dei lavori da eseguire hanno presentato domanda da quindici a venti imprese ne vengono sorteggiate dieci;

    • b) se per la categoria dei lavori da eseguire hanno presentato domanda da ventuno a trenta imprese ne vengono sorteggiate quindici;

    • c) se per la categoria dei lavori da eseguire hanno presentato domanda da trentuno a quaranta imprese ne vengono sorteggiate venti;

    • d) se per la categoria dei lavori da eseguire hanno presentato domanda pi� di quaranta imprese ne vengono sorteggiate trenta.

    • 7. Le imprese invitate sono escluse dai sorteggi relativi a gare successive fino a esaurimento delle domande presentate per le singole categorie di lavori. Nel caso in cui il numero delle ditte rimanenti sia inferiore al numero di quelle da sorteggiare come previsto dal comma 6, esso viene integrato mediante ulteriore sorteggio tra le ditte gi� invitate alle precedenti licitazioni semplificate.

    • 8. Nel caso in cui per determinate categorie di lavori abbiano presentato domanda meno di quindici imprese in possesso dei requisiti necessari i lavori sono affidati mediante procedura aperta o ristretta.

  • Art. 18 (Trattativa privata)

    • 1. L�affidamento a trattativa privata � ammesso solo nei casi previsti dalla normativa statale e per lavori d�importo non superiore a euro 200 mila.

    • 2. Nel caso di opere a rete, le somme rivenienti dal ribasso d�asta dell�impresa aggiudicataria possono essere impiegate, per un importo complessivo dei lavori non superiore al controvalore in euro di 300 mila DSP e per una sola volta, per l�estendimento della rete; le nuove opere possono essere affidate a trattativa privata alla stessa impresa aggiudicataria, agli stessi prezzi, patti e condizioni del contratto principale, senza la formulazione di nuovi prezzi.

  • Art. 19 (Disciplina economica degli appalti e delle concessioni)

    • 1. Per tutte le opere e i lavori pubblici di cui alla presente legge si applicano le norme statali che disciplinano gli aspetti economici dei contratti di appalto e delle concessioni.

  • Art. 20 (Piani di sicurezza)

    • 1 Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale procede al recepimento del regolamento nazionale in materia dei piani di sicurezza nei cantieri edili conformi alle direttive CEE e alla normativa nazionale.

  • Art. 21 (Collaudo delle opere)

    • 1. Per le opere e i lavori pubblici di cui alla presente legge deve essere effettuato il collaudo tecnico amministrativo, entro sei mesi dalla data di ultimazione dei lavori, in aggiunta alle verifiche e agli eventuali collaudi tecnici specifici prescritti per legge o per contratto.

    • 2. Il collaudo tecnico amministrativo deve essere espletato secondo le modalit� previste dalla normativa di legge e regolamentare nazionale.

    • 3. Il conferimento degli incarichi di collaudo delle opere finanziate anche parzialmente dalla Regione di importo superiore a lire 3 miliardi � di competenza del dirigente del Settore lavori pubblici dell�Assessorato regionale con il rispetto del criterio della rotazione. Nel caso di opere fronteggiate con fondi propri di bilancio il collaudatore � nominato dalla stazione appaltante all�interno delle proprie strutture. Qualora venga accertata dal responsabile del procedimento carenza di organico per l�espletamento dell�attivit� di collaudo, l�incarico deve essere affidato dalla stazione appaltante a soggetti iscritti all� Albo regionale dei collaudatori.

    • 4. Per le operazioni di collaudo tecnico amministrativo vengono nominati da uno a tre componenti. Nel caso di interventi di notevole rilevanza tecnica o di importo superiore al controvalore in euro di 5 milioni DSP, al collaudo provvede apposita commissione composta da non pi� di tre componenti; di detta commissione pu� far parte un dirigente amministrativo della Regione Puglia, esperto in materia di lavori pubblici.

    • 5. I compensi spettanti ai dipendenti della stazione appaltante per il collaudo sono determinati ai sensi dell�articolo 18, comma 1, della l. 109/1994 e successive modificazioni e integrazioni. I compensi spettanti ai collaudatori non appartenenti all�organico della stazione appaltante vengono determinati ai sensi delle disposizioni regolamentari statali.

    • 6. Nel caso di lavori di importo sino al controvalore in euro di 200 mila DSP il certificato di collaudo � sostituito da quello di regolare esecuzione; per i lavori di importo superiore sino al controvalore in euro di 1 milione DSP � in facolt� del soggetto appaltante la sostituzione del certificato di regolare esecuzione con quello di collaudo. In tale ultimo caso dovr� provvedersi alla nomina del collaudatore ai sensi del comma 3.

  • Art. 22 (Albo regionale dei collaudatori)

    • 1. Ai fini del conferimento dell�incarico di collaudo � istituito l�Albo regionale dei collaudatori.

    • 2. All�Albo possono essere iscritti, su domanda corredata di curriculum e di adeguata documentazione, distinti per specializzazione e competenza professionale, i soggetti in possesso dei requisiti fissati dal comma 3.

    • 3. Costituiscono requisito abilitante allo svolgimento dell�incarico di collaudo e quindi all�iscrizione all�Albo, le lauree in ingegneria, architettura e, limitatamente a un solo componente della commissione, le lauree in geologia, scienze agrarie e forestali, l�abilitazione all�esercizio della professione, nonch�, ad esclusione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, l�iscrizione da almeno cinque anni nel rispettivo albo professionale.

    • 4. L�iscrizione all�Albo regionale, nonch� la cancellazione dallo stesso, viene disposta con decreto motivato dell�Assessore regionale ai lavori pubblici.

    • 5. Apposito regolamento, da emanarsi dalla Giunta regionale entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, definisce le categorie di iscrizione e le modalit� per la costituzione e la tenuta dell�Albo da parte dell�Assessorato regionale ai lavori pubblici.

  • Art. 23 (Riserve dell�impresa e definizione delle controversie)

    • 1. Per la disciplina delle riserve e la definizione delle controversie relative alle opere e lavori di cui alla presente legge si applicano i principi delle disposizioni statali in materia. Per le norme di dettaglio applicative di tali principi la Giunta regionale adotta specifico regolamento.

    • 2. Qualora, a seguito dell�iscrizione delle riserve da parte dell�impresa sui documenti contabili, l�importo economico dell�opera variasse in aumento rispetto all�importo contrattuale, l�impresa � tenuta alla costituzione di un deposito cauzionale a favore dell�Amministrazione pari allo 0,5 per cento dell�importo del maggior costo presunto, a garanzia dei maggiori oneri per l�Amministrazione per il collaudo dell�opera. Tale deposito deve essere effettuato in valuta presso la Tesoreria dell�ente o polizza fidejussoria assicurativa o bancaria con riportata la causale entro quindici giorni dall�apposizione delle riserve. Decorso tale termine senza il deposito delle somme suddette, l�impresa decade dal diritto di far valere, in qualunque termine e modo, le riserve iscritte sui documenti contabili. Da tale deposito verr� detratta la somma corrisposta al collaudatore e il saldo verr� restituito all�impresa in uno con il saldo dei lavori.

  • Art. 24 (Rendiconto finale)

    • 1. Le amministrazioni aggiudicatrici, entro sei mesi dalla data dell�atto di collaudo o del certificato di regolare esecuzione, rendono all�Assessorato regionale ai lavori pubblici tutti gli atti riguardanti le spese sostenute per la realizzazione di ciascuna opera finanziata anche parzialmente dalla Regione.

    • 2. Il dirigente del Settore lavori pubblici provvede con proprio provvedimento alla omologazione delle spese sostenute alle quali commisura il finanziamento regionale concesso.

    • 3. Non sono ammesse a contributo spese a qualsiasi titolo derivanti da ritardi ingiustificati nella esecuzione dei lavori e da comportamenti comunque in contrasto con norme di legge.

    • 4. Il responsabile del procedimento � tenuto all�osservanza di quanto previsto dal comma 1.

  • Art. 25 (Rinvio alle norme statali)

    • 1. Per quanto non previsto dalla presente legge si rinvia alle norme statali vigenti in materia.

    • 2. Nei capitolati speciali di appalto e nei disciplinari di appalto concorso devono essere esplicitamente richiamate le norme della presente legge.

  • Art. 26 (Finanza di progetto)

    • 1. La Regione Puglia favorisce il pi� ampio coinvolgimento nella realizzazione e nella gestione di opere pubbliche o di pubblica utilit� di soggetti pubblici o privati in relazione agli aspetti finanziari, progettuali, realizzativi e gestionali.

    • 2. Gli interventi di cui al comma 1 riguardano le opere pubbliche o di pubblica utilit� atte a garantire redditivit� attraverso la remunerazione dei servizi dalle stesse derivanti da realizzarsi nel territorio della Puglia.

    • 3. Per le finalit� di cui al comma 1, la Regione Puglia, gli enti pubblici, compresi quelli economici, gli enti e le amministrazioni locali, le loro associazioni e consorzi, nonch� gli altri organismi di diritto pubblico, situati sul territorio regionale, individuano le opere di cui al comma 2 in relazione alla funzionalit� delle stesse al perseguimento degli obiettivi inseriti negli strumenti di programmazione, al fine del loro inserimento nel programma triennale previsto dalla vigente normativa in materia di lavori pubblici.

    • 4. Qualora i soggetti promotori presentino ai soggetti di cui al comma 3 delle proposte relative alla realizzazione di opere pubbliche o di pubblica utilit� non previste nei programmi triennali, le Amministrazioni possono inserirle negli stessi, successivamente a un�analisi relativa alla fattibilit� tecnico-finanziaria, nonch� sull�utilit� pubblica che deriverebbe dalla loro realizzazione.

    • 5. Le procedure per la presentazione e la valutazione delle proposte da parte dei soggetti promotori, nonch� per l�affidamento della concessione, sono regolate dalla normativa nazionale.

  • Art. 27 (Abrogazioni. Norme transitorie. Deleghe)

    • 1. Con l�entrata in vigore della presente legge � abrogata la legge regionale 16 maggio 1985, n. 27 nonch� tutte le disposizioni regionali relative alla realizzazione di opere pubbliche risultanti in contrasto con quelle previste nella presente legge.

    • 2. Restano ferme le disposizioni particolari per le zone sismiche e gli abitati da consolidare di cui al Titolo XI della l. r. 27/1985, ad eccezione dell�esercizio delle funzioni delegate ai Comuni con l�articolo 5, comma 2, lettere b) e c), della l. r. 20/2000.

    • 3. Le procedure in atto per le opere pubbliche in corso di esecuzione sono adeguate a quelle previste nella presente legge in tutti i casi in cui queste ultime non alterino i rapporti contrattuali in atto tra ente appaltante e impresa.

    • 4. Il punto 4 dell�articolo 4, comma 1, lettera b), della l. r. 20/2000 � cos� sostituito: "4. L�istruttoria e il rilascio di autorizzazioni per gli elettrodotti con tensione pari o inferiore a 150 KV".

  • Art. 28 (Disposizioni finali)

    • 1. Alla presente legge non si applicano le disposizioni di cui all�articolo 20, commi 4 e 5, della legge regionale 30 maggio 1977, n. 17 e successive modifiche e integrazioni in quanto la stessa ha la finalit� di adeguare la legislazione regionale ai principi desumibili dalla l. 109/1994 "Legge quadro in materia di lavori pubblici" e successive modificazioni e integrazioni.